In preparazione
di un autunno di lotte
Il successo della tre
giorni del Pdac
E nuove importanti
adesioni al partito
di Claudio
Mastrogiulio
Dal 7 al 9 settembre 2012 si è tenuto, a
Rimini, il sesto seminario nazionale del Partito di Alternativa Comunista: sala
colma, tutti i posti esauriti. Un appuntamento importante per un partito che
ritiene indispensabile coniugare la formazione dei militanti con l'elaborazione
politica e con la lotta. Creare le premesse affinché in un partito comunista non
ci siano piani di formazione e preparazione politica diseguali tra i compagni è
necessario per evitare leaderismi, opportunismi, personalizzazioni e divisioni
tra chi "pensa" e chi "fa".
Non è stato dunque un liturgico ritrovarsi
attorno ad argomentazioni scollate dalla realtà per mera acculturazione libresca
ma, al contrario, un momento di riflessione profonda sulla connessione tra
teoria e prassi rivoluzionaria, un guardare al patrimonio fondamentale del
movimento rivoluzionario, del trotskismo, per preparare le lotte dell'autunno.
Unire teoria e prassi perché, per dirla con Marx, la teoria rivoluzionaria
diventa una forza materiale quando si coniuga con la lotta dei
lavoratori.
Tre giornate
intense
Il tema su cui si è incentrato il seminario
di quest'anno ha radici lontane. Abbiamo cercato, con un sforzo collettivo, di
riassumere e analizzare gli assi fondamentali su cui si fondano gli interessi
dell'Europa del capitale e, di converso, le rivendicazioni e le prospettive di
lotta dell'Europa dei lavoratori e delle masse proletarie.
Ad aprire il seminario le introduzioni di
Patrizia Cammarata e, per i Giovani di Alternativa Comunista (che col Pdac
organizzavano il seminario), Adriano Lotito. Due brillanti interventi che hanno
illustrato le ragioni del convegno, indicandone i temi
storici e teorici e individuandone le connessioni con la lotta odierna.
A seguire, nella serata di venerdì, la relazione di chi scrive questo resoconto, dal tema “La loro Europa: una storia di guerre e colonialismo”, in cui si è cercato di contestualizzare storicamente il tema scottante del colonialismo e della sua variante novecentesca, l'imperialismo. Con un accenno all'interpretazione del fenomeno imperialista elaborata da Lenin e alla sua sconcertante attualità.
Dopo la relazione, è stato proiettato un filmato, realizzato dai Giovani di Alternativa Comunista, che ha ripercorso con le immagini l'ultimo anno di lotte nel nostro Paese e la costante presenza del Pdac; poi filmati delle lotte degli ultimi mesi in Europa, con particolare spazio alle ultime settimane in Spagna e al ruolo centrale che stanno svolgendo nelle mobilitazioni i compagni di Corriente Roja, sezione spagnola della Lit, presenti con una delegazione al seminario, parte di una presenza internazionale che includeva compagni del Mas, nuova sezione portoghese della Lit, e del Pstu brasiliano.
A seguire, nella serata di venerdì, la relazione di chi scrive questo resoconto, dal tema “La loro Europa: una storia di guerre e colonialismo”, in cui si è cercato di contestualizzare storicamente il tema scottante del colonialismo e della sua variante novecentesca, l'imperialismo. Con un accenno all'interpretazione del fenomeno imperialista elaborata da Lenin e alla sua sconcertante attualità.
Dopo la relazione, è stato proiettato un filmato, realizzato dai Giovani di Alternativa Comunista, che ha ripercorso con le immagini l'ultimo anno di lotte nel nostro Paese e la costante presenza del Pdac; poi filmati delle lotte degli ultimi mesi in Europa, con particolare spazio alle ultime settimane in Spagna e al ruolo centrale che stanno svolgendo nelle mobilitazioni i compagni di Corriente Roja, sezione spagnola della Lit, presenti con una delegazione al seminario, parte di una presenza internazionale che includeva compagni del Mas, nuova sezione portoghese della Lit, e del Pstu brasiliano.
Nella mattinata del sabato si sono
susseguite altre importanti relazioni. La prima, di Fabiana Stefanoni, ha
trattato il tema “La loro Europa: razzismo e sfruttamento degli immigrati”. Un
significativo excursus storico delle politiche razziste attuate dai
Paesi imperialisti e dai loro governi, con particolare riguardo allo
sfruttamento doppio delle masse immigrate in Italia. In rilievo la denuncia
delle forze politiche riformiste che, pur ammantandosi indebitamente dei
vessilli delle classi sfruttate, hanno votato le leggi che hanno introdotto in
Italia i Cpt (oggi Cie, vale a dire veri e propri lager di Stato) ed
istituzionalizzato norme discriminatorie in ogni ambito.
La seconda relazione della giornata di sabato, tenuta da Alberto Madoglio, ha affrontato il tema “La loro Europa: il debito dei padroni e le misure di austerità dei governi borghesi”. Oltre ad analizzare il quadro economico europeo e la sua profonda crisi strutturale, è stato sviscerato un punto centrale dell'attuale dinamica macroeconomica, vale a dire il nesso tra la crescita del debito pubblico e l'affermarsi di prepotenti politiche di attacco ai diritti al mondo del lavoro.
La terza ed ultima relazione del sabato, esposta da Valerio Torre, ha aperto la seconda parte del nostro appuntamento seminariale, vale a dire la trattazione della storia e delle prospettive future dell'Europa dei lavoratori (nativi ed immigrati), dei disoccupati, delle masse giovanili, e delle loro lotte e rivendicazioni.
Il tema trattato da Torre, “La nostra Europa:dal Maggio '68 alle lotte odierne”, ha indicato il filo conduttore che lega le lotte degli anni Sessanta, e in particolar modo quelle del poderoso Maggio francese, alle mobilitazioni attuali. Con un importantissimo elemento in comune: la necessità di rovesciare il capitalismo come condizione necessaria perché le conquiste dei lavoratori non vengano annullate.
La seconda relazione della giornata di sabato, tenuta da Alberto Madoglio, ha affrontato il tema “La loro Europa: il debito dei padroni e le misure di austerità dei governi borghesi”. Oltre ad analizzare il quadro economico europeo e la sua profonda crisi strutturale, è stato sviscerato un punto centrale dell'attuale dinamica macroeconomica, vale a dire il nesso tra la crescita del debito pubblico e l'affermarsi di prepotenti politiche di attacco ai diritti al mondo del lavoro.
La terza ed ultima relazione del sabato, esposta da Valerio Torre, ha aperto la seconda parte del nostro appuntamento seminariale, vale a dire la trattazione della storia e delle prospettive future dell'Europa dei lavoratori (nativi ed immigrati), dei disoccupati, delle masse giovanili, e delle loro lotte e rivendicazioni.
Il tema trattato da Torre, “La nostra Europa:dal Maggio '68 alle lotte odierne”, ha indicato il filo conduttore che lega le lotte degli anni Sessanta, e in particolar modo quelle del poderoso Maggio francese, alle mobilitazioni attuali. Con un importantissimo elemento in comune: la necessità di rovesciare il capitalismo come condizione necessaria perché le conquiste dei lavoratori non vengano annullate.
Tutte le relazioni hanno riportato i temi
trattati alla questione che riteniamo centrale oggi non solo per noi ma per
tutti i lavoratori e i giovani che lottano: costruire, nelle lotte, quel partito
rivoluzionario internazionale indispensabile per condurre le lotte alla
vittoria, cioè al potere dei lavoratori.
A conclusione di questa parte del seminario, è stato
proiettato un secondo video. Il film realizzato dagli operai della Fiat-Ferrari
di Modena e diffuso dal Pdac. Si tratta della pellicola (acquistabile presso le
nostre sezioni, e i cui ricavati vanno a sostegno del proseguimento della lotta)
che racconta dell'opposizione degli operai di Modena al "modello
Marchionne".
Al termine della proiezione, tutto
il pomeriggio è stato dedicato al dibattito, con oltre venti interventi di
giovani e lavoratori da varie regioni e il saluto dei compagni delle altre
sezioni della Lit-Quarta Internazionali presenti. Molto applaudito l'intervento
dei compagni operai della Ferrari di Modena e il saluto di compagne impegnate
nella lotta della Jabil-Nokia nel milanese. Tra gli intervenuti anche l'ex
candidato sindaco di Verona, Ibrahima Barry, che ha raccontato quella importante
esperienza che è servita al Pdac per porre al centro dell'attenzione le lotte
degli immigrati; poi, Moustapha Wagne, leader delle lotte degli immigrati e
dirigente nazionale del Pdac, ha scaldato la platea. Dopo di loro tanti
altri interventi che non è possibile qui riassumere in poche righe ma che hanno
dimostrato la realtà di un partito vivo, di militanti.
Infine, dopo cena, la festa trotskista
organizzata dai Giovani di Alternativa Comunista, che si è protratta fino alle
prime ore della notte, tra musica e canzoni di lotta cantate da compagni
sicuramente più motivati che intonati...
Si è arrivati così alla giornata conclusiva
di domenica, con la relazione del compagno Joao Ricardo
Ayala, del Coordinamento europeo della Lit, dal tema “A trent’anni dalla nascita
della Lit-Quarta Internazionale: l'Internazionale necessaria per far vincere le
lotte in Europa e nel mondo”. Un intervento politicamente e simbolicamente
pregnante per il nostro partito, che fa dell'internazionalismo proletario,
inteso non come mera solidarietà ma come costruzione di un partito mondiale, il
suo punto caratterizzante.
A concludere il seminario l'intervento di
Francesco Ricci che ha ripercorso i temi delle relazioni e del dibattito e
analizzato le prospettive dei prossimi mesi per il movimento operaio in Italia,
nel contesto dell'acuirsi della crisi internazionale del capitalismo, con
l'ascesa delle lotte in vari Paesi europei, davanti al ruolo di freno delle
lotte giocato dalle burocrazie sindacali e dai riformisti (con un breve accenno
ai gruppi centristi che nominalmente si collocano a sinistra di Rifondazione ma
che nei fatti si accodano opportunisticamente alle burocrazie sindacali e
politiche).
Un successo
politico e nuove adesioni al partito
Il bilancio del seminario non sta solo
nell'alto livello delle relazioni e del dibattito ma soprattutto in una sala
colma di lavoratori e giovani che hanno pagato di tasca loro la permanenza per
tre giorni a Rimini. Qualcosa che ad oggi non riesce nemmeno ad organizzazioni
che (nei fatti o a parole) vantano una taglia maggiore del Pdac.
A coronare tre giorni proficui, la decisione
di una decina di compagni e compagne di diverse regioni che hanno deciso in
conclusione dei lavori di chiedere l'iscrizione militante al Pdac. E si tratta
di adesioni importanti, essendo per lo più di compagni che hanno svolto e
svolgono un ruolo dirigente in singole lotte operaie o studentesche e che in
diversi casi rappresentano dunque l'annuncio di ulteriori adesioni al Pdac,
anche in città dove fino ad oggi il partito non era presente.
Senza fare torto agli altri compagni, ci
pare doveroso segnalare qui in particolare la scelta di adesione al Pdac
spiegata tra gli applausi della sala dal compagno Luis Seclen, uno dei
principali esponenti della lotta dei lavoratori dell'Esselunga di Pioltello, una
lotta esemplare che ha avuto come protagonisti i lavoratori immigrati, e che
ancora prosegue.
Sul nostro sito pubblicheremo, a partire
dalla prossima settimana, una serie di interviste ai compagni che, proveniendo
spesso da esperienze diverse, hanno deciso in questo periodo di aderire al Pdac
e di partecipare al percorso verso il nostro III Congresso nazionale (gennaio
prossimo), vedendo nel Pdac una organizzazione, spesso l'unica, che è stata
costantemente presente nelle lotte di questi anni con l'unico scopo di far
crescere quelle lotte, di unificarle, di estenderle. Dunque il Pdac
come strumento prezioso da rafforzare per dare alle lotte una prospettiva
rivoluzionaria e internazionale.
Non a caso la tre giorni si è conclusa al
canto dell'Internazionale, intonato non solo in italiano ma anche nelle altre
lingue dei compagni della Lega Internazionale dei Lavoratori- Quarta
Internazionali presenti. E non a caso la domenica sera, mentre i partecipanti al
seminario rientravano nelle loro città, i dirigenti del Pdac si sono fermati a
Rimini per una riunione del coordinamento delle sezioni europee della Lit: per
discutere anche a livello europeo l'intervento nei prossimi mesi dei
rivoluzionari che stanno costruendo in Europa l'unica organizzazione che si
richiama (e non solo a parole) al trotskismo, cioè al marxismo
rivoluzionario.
(alcune prime foto del seminario: a breve nella sezione foto del sito altre immagini della tre giorni)




















