Partito di Alternativa Comunista

Gkn non si tocca! Al fianco degli operai del Collettivo di fabbrica Gkn

Gkn non si tocca!

 

Al fianco degli operai del Collettivo di fabbrica Gkn

 

 

 

di Vincenzo Spagnolo e Daniele Cofani

 

 

Nel raccontare una storia di lotta operaia in corso, soprattutto se ci riferiamo ad un’importante vertenza di valenza nazionale, il momento dinamico della storia è spesso ampiamente più veloce della stessa narrazione. I fatti si rincorrono rapidamente e la loro descrizione rischia di essere superata prima ancora di poter essere sviluppata in un quadro organico. Occorre, allora, evitare di rincorrere gli eventi e focalizzare i punti chiave nella successione dei fatti, per meglio comprendere i processi generali in atto.

 

Da sempre al fianco della lotta Gkn

Abbiamo da subito appoggiato la lotta operaia Gkn, riconoscendone l’elevato potenziale e i numerosi punti di forza, ma non abbiamo mancato di mettere in guardia i lavoratori dalle trappole mortali annidate nelle tattiche del padronato e delle burocrazie sindacali (in combutta con i padroni). Lo stesso Collettivo di Fabbrica Gkn è stato in grado di andare oltre un certo tipo di narrazione, mettendo in campo capacità organizzativa e di costruzione e convergenza con altre vertenze e movimenti. Alcuni dei punti chiave di questa esperienza di lotta li abbiamo messi in evidenza in due precedenti articoli (1).
In primo luogo, l’organizzazione attraverso un comitato di lotta è un fattore chiave per il superamento di steccati categoriali e atteggiamenti autoreferenziali (sulle cui basi poggia gran parte del potere di controllo e di sabotaggio da parte delle burocrazie sindacali). La forza della lotta conflittuale, inoltre, è decisiva per rafforzare e costruire solidi legami di solidarietà di classe. Queste sono le basi materiali su cui si è basata l’attività del Collettivo a cui ha risposto, con un cambio di tattica, il nemico di classe: lo spostamento dalla questione finanziaria (delocalizzazione Melrose) a quella immobiliare (liquidazione Borgomeo).
Quando una lotta operaia non si piega alla violenza padronale e al tradimento di classe delle burocrazie sindacali, quando comincia a creare convergenza con tante altre vertenze, infatti, inizia ad innescarsi un processo che potrebbe portare a ben altro tipo di vittorie per i lavoratori. Questo i padroni lo sanno benissimo, come sanno che, in questo tipo di situazioni, perseverare in una tattica di scontro frontale con gli operai equivale a gettare fuoco in una polveriera. È qui che, secondo un copione già visto e ben collaudato, si pone per il padrone la necessità di passare alla tattica del logoramento per morte lenta (l’esempio della rana bollita, descritto dal Collettivo). Su questa scala, infatti, il padrone può contare a proprio vantaggio sul fattore tempo, sullo smorzamento della lotta, sulla costruzione di una narrazione tossica e sul lavoro di «pompieraggio» delle burocrazie sindacali. Ed è esattamente tutto quello che è successo attraverso l’estenuante rincorrersi di inutili tavoli farsa, la costante assenza e complicità dello Stato (che non a caso chiamiamo «borghese»), il tentativo di svuotamento della fabbrica, la mancata corresponsione, mentre scriviamo, di ben 6 mensilità di salario, ecc.

 

Borgomeo e il ruolo di liquidatore

Il carattere dell’intera storia, a questo punto, emerge platealmente di fronte alla cronistoria dei fatti, puntualmente riportati anche dal Collettivo stesso. Basta un focus sulla finestra temporale tra il 7/11/2022 e il 21/02/2023. Scena 1 (7/11): prime avvisaglie dell’incremento del livello di assedio col tentativo di Borgomeo di far svuotare la fabbrica (comunicato via mail 3 giorni prima). Scena 2 (10/11): inizia il mancato pagamento degli stipendi. Scena 3 (fino al 12/01): l’azienda Qf si impegna a risolvere rapidamente il problema degli stipendi non corrisposti, mancando sistematicamente all’impegno. Nel frattempo, a fine dicembre, l’Inps chiarisce che la mancata concessione della cassa integrazione ordinaria da gennaio a novembre 2022 è dovuta alla totale assenza di un piano di reindustrializzazione. Scena 4 (20/01): l’azienda apre la procedura per cassa integrazione di riorganizzazione salvo poi non presentarsi già al primo incontro del Comitato di proposta e di verifica. Scena 5 (9/02): l’atto di scioglimento e di liquidazione di Qf è segretamente siglato. Scena 6 (10/02): i lavoratori organizzano un presidio a Cassino (direttamente da Borgomeo, vista la latitanza dell’azienda), dove trovano già schierate le forze dell’ordine. Nello stesso giorno Qf tenta un ultimo raggiro inviando una e-mail in cui millanta la propria disponibilità a procedere all’esame congiunto per la riorganizzazione industriale a partire dal 21/02. Scena 7 (21/02): cala il sipario, Borgomeo annuncia la liquidazione di Qf, che però da visura risulta di ben 12 giorni prima. Un crescendo di scenette adatte ad una farsa (con tanto di stravagante «cavaliere bianco»), peccato che tutta questa è la realtà e si traduce nella tragedia che i lavoratori e le lavoratrici vivono sulla propria pelle.
A rendere ancora più raccapricciante il tutto, occorre poi ricordare la continua campagna di falsificazione e calunnia mediatica «dall’agenzia stampa» di Borgomeo. Ciliegina sulla torta, infine, è la connivenza delle Istituzioni borghesi con questi atti palesemente criminali. Non che la cosa ci stupisca, se si ha ben chiaro il ruolo materiale che svolge il «comitato d’affari della borghesia» nella lotta di classe. Ma anche in questo, i fatti superano talora la fantasia più perversa. Il punto più basso della commedia politica è stato toccato, forse, dallo stesso sindaco di Firenze, il quale, di fronte alla rabbia e alla disperazione di chi si trovava da 5 mesi senza stipendio, facendo riferimento al presidio organizzato dal Collettivo a Cassino, invitava i lavoratori «a ristabilire un clima di serenità»!

 

Uniamo le lotte contro il capitalismo

Noi sosteniamo che quanto avvenuto con la vertenza della Gkn di Firenze non è né un caso isolato (vedi Alitalia, Almaviva, Ilva) né, anche in virtù di ciò, qualcosa che possa essere risolto individualmente. Questi fatti, ma la stessa plateale inconsistenza della narrazione padronale, sono il frutto marcio degli attuali rapporti di forza tra le classi sociali e le rispettive direzioni. In queste condizioni date, per ora ancora sfavorevoli ai lavoratori, è chiaro che ogni tentativo di ricerca di accordi col padrone sia invariabilmente e sostanzialmente a perdere. Non ci sono margini di vittoria, solo una dialettica tra il peggio e il meno peggio. Eppure, è sufficiente alzare lo sguardo alla storia o anche solo a ciò che sta accadendo dietro l’uscio di casa.
La lotta di classe sta sempre più infiammando gli scenari di tutto il mondo, solo in Europa basta guardare all’esempio straordinario di Francia, Gran Bretagna, Stato spagnolo, Grecia e la resistenza operaia ucraina contro l’invasione Putin. La lotta è la sola via che può portare al cambiamento dei rapporti di forza e a vittorie sempre più importanti. Per questo sosteniamo la mobilitazione indetta dal Collettivo per il 25 marzo sul motto «Gkn non si tocca». È necessario rilanciare le lotte operaie e unire le lotte già in corso, con l’obiettivo di scardinare lo strapotere delle burocrazie sindacali, sempre in prima linea nel tradimento di classe: abilissime nell’indire imponenti manifestazioni nazionali ma stranamente incapaci di avviare un vero processo di sciopero generale prolungato. Aderiamo al 25 marzo con convinzione, anche per rilanciare la parola d’ordine della nazionalizzazione sotto il controllo operaio: gli operai della Gkn potranno vincere solo se sapranno porre questo obiettivo all’ordine del giorno, senza illusioni su possibili vie d’uscita nel capitalismo. L’esperienza già vissuta – tanto in Alitalia come in Gkn come nelle altre vertenze operaie – ci dimostra che i padroni e i loro rappresentanti al governo si riprendono con gli interessi tutto quello che fingono di concedere agli operai. Solo la nazionalizzazione sotto controllo operaio potrebbe rappresentare una via d’uscita anche per altre realtà in condizioni simili, con la messa in discussione questo sistema putrido. Per questo, per altro, per tutto!

 

Note

(1)https://www.alternativacomunista.it/articoli/sindacato/Gkn-un-accordo-che-non-basta-a-risolvere-i-problemi https://www.alternativacomunista.it/articoli/sindacato/vertenza-Gkn-lezioni-di-una-lotta

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