Partito di Alternativa Comunista

Voci dal mondo dei migranti

Voci dal mondo dei migranti

 

 

Intervista a cura del Pdac di Bergamo

 

ROS: Buongiorno Zaira. Grazie della disponibilità nel volerci raccontare di te.

ZAIRA: Mi chiamo Zaira e sono arrivata in Italia come studentessa. Ho 23 anni, ho finito l'università e sto iniziando all’Università di Bergamo il percorso magistrale. Attualmente faccio la badante e sono in Italia da circa due anni.

 

ROS: Come è andata da quando sei arrivata in Italia?

ZAIRA: Sono arrivata tutta speranzosa e desiderosa di iniziare e ho avuto subito difficoltà per il rinnovo del permesso di soggiorno. Sono un po’ sfortunata, perché sono arrivata ed è successa la prima chiusura per il Covid. Ho chiesto la sanatoria e a tutt’oggi sto aspettando la chiamata della Prefettura per poter regolarizzare la mia situazione.

 

ROS: Questo in pratica cosa ha bloccato nelle questioni quotidiane?

ZAIRA: Ha bloccato praticamente la mia vita. Non posso tornare nel mio paese a vedere i miei genitori e parenti, se andassi non potrei più tornare. Non posso studiare perché per studiare bisogna avere un permesso regolare non scaduto.

 

ROS: Per la questione vaccino e sanità sei coperta?

ZAIRA: Più o meno. Ho una tessera sanitaria provvisoria, per il vaccino sono stata fortunata perché come badante mi hanno fatto fare due dosi. Altre persone mie conoscenti non sono state fortunate perché non hanno né tessera sanitaria né carta d'identità né vaccino né green pass.

 

ROS: Secondo te, da quando sei arrivata e ti sei incontrata (o scontrata) con questo sistema, cosa manca? Cosa non hai trovato nell’accoglienza?

ZAIRA: La prima difficoltà e stata il conoscere la lingua. Sono arrivata conoscendo l'inglese e pensavo che con questa lingua avrei potuto lavorare e studiare… e invece no! Devi fare tutto insieme. Studiare italiano, trovare casa, con difficoltà perché pochissimi affittano a stranieri, trovare lavoro… È un sistema da correggere. Anche la comunicazione tra strutture manca, se vado per risolvere un problema mi mandano da altre parti dove non si risolve nulla. Non c'è preparazione o comunicazione tra vari settori.

 

ROS: Intendi una burocrazia, o anche impreparazione rispetto a dei quesiti?

ZAIRA: Sì. C'è la legge, ma le persone non riescono a comunicarla e a conoscerla, a volte. Le persone che lavorano dovrebbero essere le prime a conoscerla e a comunicarla in modo chiaro e corretto.

 

ROS: Riassumendo, una persona che arriva deve trovare lavoro, conoscere la lingua e trovare casa.

ZAIRA: Sì. Servirebbero dei ponti, delle associazioni che ti aiutano, perché non siamo irregolari in Italia. Io sono venuta per studiare, studiavo nel mio paese e volevo continuare qui la mia vita.

 

ROS: Mi confermi che da sola non si riesce e si ha bisogno di una struttura, un’organizzazione, o un’auto-organizzazione? Anche un’organizzazione delle persone di altri paesi già presenti in Italia da anni?

ZAIRA: Sì, perché quando incontro gente del mio paese vedo che hanno gli stessi problemi che ho io, anche se sono anni che vivono in Italia. Questo mi fa riflettere: si sono poco organizzati, non hanno comunicato la loro esperienza. Se hanno gli stessi problemi che ho io vuol dire che qualcosa non va, e non è solo mancanza di strutture, ma manca l’auto-organizzazione.

 

ROS: Perché, secondo te, non c'è? Perché le persone che arrivano in Italia non si incontrano e uniscono in una lotta comune?

ZAIRA: Per me è l'ignoranza dei diritti. Si pongono come inferiori, ma un diritto è un diritto e bisogna averlo sempre chiaro questo. Sono in Italia, ho i documenti e sono cittadino come gli altri: stessi diritti e stessi doveri. Se una persona ignora questo, sarà sempre schiava e resterà sempre nelle stesse condizioni e lo trasmetterà anche ad altri. Si arriva e si vive di difficoltà, non di opportunità. Se uno ha sempre e solo problemi come mangiare, dormire, sostenere la famiglia eccetera, non può occuparsi di altro e resta fermo. Per questo dopo vent’anni ha gli stessi problemi. Ma dov’è il tempo per vivere e coltivare le passioni? Per inserirsi, per leggere, per guardarsi intorno…

 

ROS: Faremo uno sciopero l'11 ottobre, tutti i sindacati di base. Secondo te è giusto partecipare a questo sciopero?

ZAIRA: Per me è giusto per creare unione tra tutte le persone in difficoltà. È giusto perché siamo capaci di sapere di capire quali sono i nostri diritti in tutta Italia.

 

ROS: Cosa ti aspetti? Cosa desidereresti? Come vedi il tuo futuro? Al di là di quello che c'è, cosa sogni?

ZAIRA: Il mio sogno è di cambiare qualcosa. Voglio cambiare qualcosa, voglio lasciare una mia traccia. Voglio mettere un mio semino. La prima cosa è studiare e aiutare gli altri a capire, dare le informazioni giuste per vivere. Se io ci sono e c'è un altro, e un altro, e un altro… si può fare, si può cambiare.

 

ROS: Grazie. È un bellissimo augurio e noi ci siamo!

 

Zaira ha fatto un video, ma per questioni di imbarazzo (e credo anche di sicurezza) non ha voluto che lo mostrassi. Così ho trascritto ciò che mi ha detto. Mi dispiace, perché dovrete immaginarvi l'emozione, la determinazione che esprimeva quando parlava di giustizia ed uguaglianza. Forte è il suo desiderio di cambiamento, come forte è il nostro desiderio che questo avvenga. Grazie. Ros 

    

 

 

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